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Archivio 2013
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Olga Titus
«Rosy Hues (Zoetrop – ein Objekt in Bewegung)», 2015


Per «Video Arte Palazzo Castelmur» Olga Titus ha realizzato uno zootropio, un oggetto che ruota sul proprio asse e che grazie a un movimento meccanico genera immagini in movimento. Mentre il classico zootropio è concepito come tamburo con delle aperture a forma di feritoie e disegni sulla parete interna, Titus ha creato un oggetto autonomo a forma di torta a più piani con figure tridimensionali. L’illusione di un movimento a ciclo continuo è corroborata dall’effetto stroboscopio. Il precursore della cinematografia fu inventato nel 1834 dal matematico inglese William George Horner (1786–1837). Circa quarant’anni dopo Eadweard Muybridge (1830–1904) riuscì tramite la cronofotografia – la rapida successione di singole istantanee – a rendere visibili le varie posizioni di un movimento. Grazie a questa tecnica dimostrò che quando un cavallo galoppa c’è un breve istante in cui tutte e quattro le zampe sono sospese in aria.


Nello zootropio di Titus dal titolo «Rosy Hues» (italiano: sfumature di rosa) compaiono
gli unicorni, creature di fantasia, che con un trotto fluttuante, passano davanti ai nostri occhi sotto forma di figure sul piano inferiore della torta. Su altri cinque piani, figure con i tipici costumi danzano diversi balli: samba, danza derviscia, flamenco, balletto, charleston, un ballo popolare in abbigliamento tradizionale e mescolanze di diverse culture. L’artista ha creato le figure – stampe in 3 D e fotografie cut-outs – utilizzando fotogrammi di proprie riprese video o filmati reperiti su Youtube. In questo modo l’artista scompone in singoli elementi video del XXI secolo e li reinserisce in quella che è l’origine della cinematografia. Grazie alla torta, nel Palazzo diventano possibili, senza giri di parole, correlazioni con i pasticceri grigionesi. Le illusioni ottiche del movimento ampliano anche la pittura trompe l’oeuil, in particolare il cielo ispirato dalle culture del sud e circondato da corone d’alloro nella sala della torre, e l’aura artistica del finto castello.


Con i suoi lavori Olga Titus seduce l’osservatore immergendolo in mondi curiosi. Dietro gli assembramenti copiosi e pacchiano-giocosi di insegne culturali si celano elementari controversie politico-culturali in difesa della propria identità e della sentimento di patria. L’artista dalle radici grigionesi e indio-malesi trae ispirazione dal proprio intreccio culturale come pure dall’inondazione di immagini di Internet. Per la messa in scena si è calata lei stessa in diversi ruoli; anche la capacità di trasformazione diviene allegoria dei suoi interrogativi.

Céline Gaillard

 

Olga Titus Zoetrop

Olga Titus · «Rosy Hues (Zoetrop – ein Objekt in Bewegung)», 2015

Motore rotativo, stroboscopio, foto-cut-out (video still), metallo, 3D print, colore su legno, dimensione variabile
Si ringraziano: Valentin Altdorfer, Rolf Künzler, Jonas Meier, Mike Raths
immagine: © Ralph Feiner · Courtesy the artist and Studio Sandra Recio, Genf


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