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Archivio 2013
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Sebastian Stadler
«Sturz ins Bergell – Gegenrichtung», 2015


«Sturz ins Bergell»(1) così la scrittrice e giornalista di viaggi Annemarie Schwarzenbach (1908–1942) descriveva il percorso che da Maloja conduce a Chiavenna – un dislivello di quasi 1500 metri di altitudine fra l’Engadina Alta e la valle meridionale a ridosso del confine. Lo sguardo mozzafiato, che si gode dalla vetta del passo (1815 m s.l.m.) sulle quindici brusche curve a gomito, resta impresso per sempre nella memoria.

Il 31 agosto 1952, in un tempo record di 7 minuti e 35 secondi, il pilota svizzero nonché ristoratore Rudolf Fischer (1912–1976) percorse con la sua Ferrari il ripido tragitto in direzione opposta.(2) Dalla sesta e ultima gara automobilistica sul Maloja, seguita da migliaia di curiosi, uscì vincitore con una velocità media di 87 km/h. Quattro anni prima Varlin aveva ritratto la leggendaria «Course au Maloja» in un dipinto a olio.

Nel suo videolavoro «Sturz ins Bergell – Gegenrichtung » Sebastian Stadler esegue un reenactment della spettacolare corsa. In una notte di primavera un’allenata automobilista alla guida di una Maserati (Granturismo Sport) equipaggiata di videocamera sul paraurti è sfrecciata in direzione Maloja Kulm, dove terminavano anche le gare di montagna. Diversamente dalle competizioni – il cui segnale di partenza per il percorso breve veniva dato a Casaccia, mentre quello per il tragitto lungo veniva dato all’altezza del Crotto Albigna a Vicosoprano – il tour è iniziato da Palazzo Castelmur. Durante questo viaggio ad alta velocità, per la cui ripresa sono state adottate delle misure di sicurezza, gli osservatori sussultano. Con una prospettiva letteralmente dal basso, le curve di questa strada carica di storia che giornalmente viene percorsa da numerosi frontalieri, passano in primo piano. Stadler aveva già rivolto lo sguardo alla strada nella sua serie fotografica «We see the whole picture» (2014) – una selezione di immagini riprese con delle webcam di sorveglianza su strade finlandesi – e nel video concepito assieme a Patrick Cipriani «superstrada» (2015).


Non da ultimo il video di Stadler è anche un omaggio al leggendario cortometraggio «C’était un rendez-vous» di Claude Lelouch (*1937) del 1976. Una domenica di primo mattino il regista, dopo aver montato una videocamera sul paraurti, attraversò Parigi a grande velocità alla guida di una potente Mercedes-Benz 450 SEL 6.9 – da Porte Dauphine a Sacré-Coeur – anche lui in meno di otto minuti.

(1) Annemarie Schwarzenbach: Graubünden, in: Schweiz. Ost und Süd (Was nicht im «Baedeker» steht, XV), edit. da. Eduard Korrodi, München 1932, pag. 173.
(2) Cfr. Ursula Bauer/Jürg Frischknecht: Grenzland Bergell. Wege und Geschichten zwischen Maloja und Chiavenna, Zürich 2003, pag. 27 seg.

Céline Gaillard

 

Sebastian Stadler Sturz ins Bergell

Sebastian Stadler · «Sturz ins Bergell – Gegenrichtung», 2015

Videoproiezione, full-HD, 16:9, colore, audio, loop 14’ 24”

immagine: © Ralph Feiner · © Video Arte Palazzo Castelmur

 

Sebastian Stadler
«Glaskugel», 2015


Prendendo spunto dalla fotografia Sebastian Stadler ricerca, con lavori fotografici e video, il fascino delle cose poco appariscenti. Si concentra sulle cose che vengono facilmente ignorate. Esplorando il rapporto fra i due media, i videolavori, anch’essi realizzati in singole sequenze, parlano il linguaggio figurato della fotografia, che l’artista nel video sfiora solo delicatamente con il movimento. Nascono così immagini estratte dalla vita, che catturano atmosfere uniche, che scandagliano e affascinano il potenziale percettivo.

Con il titolo di «Kreisel / neuer Komfort» nel 2013 Stadler ha elaborato quattro video, che assieme illustrano un istante di movimento; o è il motivo stesso a muoversi – una barca che ruota lentamente su stessa all’interno di un lago – oppure cambia la posizione del regista– un’isola spartitraffico, attorno alla quale continua a girare una videocamera che sporge dal finestrino di un’automobile. A essere raffigurate non sono mai le situazioni, Stadler preferisce mostrare le forze che si sprigionano dalla vita quotidiana e dalle infrastrutture esistenti. Anche il video della corsa sul Maloja proiettato sulla parete della piccola sala è dinamico: descrive, con le brusche curve, numerosi semicerchi, il cui orientamento cambia di continuo.


Ispirato dal fascino degli istanti di movimento, nel Palazzo Castelmur l’artista si è dedicato al corrimano della scala, che da parte sua traccia una linea di movimento molto marcata, analogamente alle strade che definiscono il movimento e conseguentemente la visuale degli utenti della strada. Con la videocamera Stadler ha seguito il corrimano girando attorno a ogni boccia di vetro posta sui pilastri d’angolo in coincidenza delle svolte della scala. Le opere d’arte in vetro – i motivi floreali in filigrana all’interno delle bocce sono stati realizzati in Francia tramite l’impegnativa tecnica dei Millefiori – stanno al centro dell’osservazione. I barocchi pomelli in vetro sono souvenir, ch il Barone Giovanni de Castelmur ha riportato da uno dei suoi numerosi viaggi in Francia. Su alcuni pilastri d’angolo questi ornamenti mancano – cerniere vuote attestano l’assenza degli esemplari irreperibili. Le riprese con la videocamera lungo la scalinata orientale e lungo la scalinata occidentale si congiungono fra loro al secondo piano, dove entrambe terminano, e vengono proiettate sulle rispettive pareti antistanti.


Céline Gaillard

 

Sebastian Stadler Glaskugel

Sebastian Stadler · «Glaskugel», 2015

Videoproiezione in 2 canali, full-HD, 16:9, colore, loop ciascuno 1’ 44”

immagine: © Ralph Feiner · © Video Arte Palazzo Castelmur


www.sebastianstadler.ch