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Archivio 2013
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Ursula Palla
«the book», 2015


Sul tavolo della biblioteca giace aperto un libro eccessivamente voluminoso, che emana un’involontaria attrazione. Avvicinandosi al libro ci si accorge che le pagine bianche sono teatro di racconti animati. Le sequenze surreali e ammalianti – realizzate tramite un videoproiettore montato sul soffitto e rivolto verso il libro – attraggono immediatamente i «lettori»! Un ipotetico spiffero d’aria sembra voltare le pagine in maniera percettibile; se la sequenza si interrompe sulla pagina precedente, sulla pagina seguente si racconta una nuova storia. Le scene animate invitano a immergersi in fantastiche associazioni di spazi. Il libro statico non funge solo da superficie di proiezione, bensì costituisce pure una componente integrante elementare della videoimmagine animata.


Nella videoinstallazione di Ursula Palla si fondono fra loro due media, che hanno celebrato la propria invenzione in secoli diversi. Composti da materiali differenti, richiedono modalità di fruizione opposte e vantano una diversa durabilità nel tempo e permanenza nella memoria. Mentre per il libro il lettore sceglie la velocità e può decidere di riporlo in qualsiasi momento, nel video l’osservatore segue uno svolgimento prestabilito. In «the book» l’azione manuale – lo sfogliare – dello strumento classico viene ripresa dallo strumento digitale. «the book» però non segue una struttura narrativa lineare; sfogliato in avanti e indietro come guidato da una mano fantasma fa sì che anche i videoepisodi vengano raccontati in avanti e indietro.

Tecnicamente, l’installazione poetica getta un ponte artistico fra i diversi secoli, dei quali il caratteristico Palazzo porta traccia, e oggi. Con il libro mette in primo piano un importante medium, il cui significato completonon può purtroppo più essere rintracciato all’interno delle collezioni museali. Giovanni Castelmur vendette la sua biblioteca a una Famiglia Pedrini. Peccato (1) – i libri di Giovanni Castelmur, che pare fosse un uomo con grande passione e interesse per la cultura, avrebbero forse potuto raccontare di più sul Barone, del quale non è stato tramandato molto. Si sa comunque di partiture musicali, che aveva composto lui stesso, e della pubblicazione del suo libro «Riflessioni politiche» (1830) con consigli sull’istruzione, che in valle non furono ben accolti, anche se in seguito vennero messi in pratica.

(1) Cfr. Hans Hofmann: Palazzo Castelmur Stampa-Coltura,
Coira 1991, pag. 17 e 19.


Céline Gaillard

 

Ursula Palla the book

Ursula Palla · «the book», 2015

Videoinstallazione, proiezione, HD, colore, audio, loop 5’ 20”, libro

immagine: © Ralph Feiner · © Video Arte Palazzo Castelmur

 

Ursula Palla
«gemini», 2015


Il Barone Giovanni de Castelmur aveva una predilezione per tutto ciò che esulava dall’ordinario. La collezione museale ospita curiosità esotiche e pregevoli, in Svizzera in parte uniche nel loro genere. Ancora oggi nel mercato francese delle aste sono molto apprezzati i cosiddetti «pendules au nègre». La prima statuetta per orologio di questo tipo, della quale si ha conoscenza, era stata realizzata nel 1784 da orologiai di corte per Marie Antoinette. Anche de Castelmur, di rientro da uno dei suoi viaggi in Francia, portò aColtura uno di questi orologi. Come per altri pezzi simili si tratta di una figura con la pelle scura. È stata fusa in uno stampo di ghisa, dipinta e placcata in oro. Mentre nella maggior parte di queste antichità l’orologio veniva portato dalla figura umana o incastonato in un accessorio o nel basamento, in questo caso l’orologio è integrato nel corpo di una figura alta quasi mezzo metro e priva di testa. – Il tempo è stato incorporato nel servitore, del quale ha preso quasi totalmente possesso.


Tramite una stampa in 3D la figura orientale dell’orologio è stata replicata e infine dipinta conformemente all’originale. Il gemello è ora alloggiato su una mensola nella cameretta della torre, dove è custodito l’archivio di famiglia. Sulla pancia però non c’è alcun orologio. L’orologio rispunta invece, non in forma fisica, bensì tramite una videoproiezione, direttamente alla base del collo sostituendosi alla testa mancante. Il tempo partorisce la testa. Mentre nella figura originale il tempo è immobile da anni, le lancette del duplicato si muovono. Non indicano però l’ora esatta, vanno a tratti avanti e a tratti indietro. A sua volta una colonna sonora attira l’attenzione sul ticchettio delle lancette e conseguentemente sul trascorrere del tempo.


Già in lavori precedenti Ursula Palla si era confrontata con il tempo tramite l’astuto straniamento di elementi basilari di un meccanismo d’orologeria. Ne sono nate opere molto espressive, che evocano con tocco sottile interrogativi correlati alla fragilità del nostro presente e del suo rapporto con la tecnica. Sebbene nella videoinstallazione «gemini» la figura con l’orologio tondo sia spiritosamente completata con un volto colmando così un palese vuoto, in fin dei conti si tratta comunque di un’illusione: visualizza la sensazione del non progredire e dell’essere prigionieri del tempo. In questo senso Palla riesce a tradurre una strana inquietudine o un inconsapevole disorientamento, che forse accompagna il visitatore quando entra nello sfarzoso ma solitario castello, che di fatto è castello solo in apparenza.


Céline Gaillard

 

Ursula Palla gemini

Ursula Palla · «gemini», 2015

Videoinstallazione, proiezione, HD, bianco e nero, audio, loop 4’ 50”, stampa 3D
Si ringraziano: Sulser-Print e Christoph von Imhoff

immagine: © Ralph Feiner · © Video Arte Palazzo Castelmur

 

Ursula Palla (*1961) lavora per lo più con il video. Alle volte tramite vaste installazioni si confronta con il tema proiezione, realtà e costruzione. I collage digitalizzati messi come simboli – basati formalmente sulla tradizione pittorica di nature morte e di quadri paesaggistici – rimandano a contenuti romantici e a concetti paradisiaci. Da un’osservazione più attenta la lieta apparenza però crolla e il presunto idillio si rivela come un mondo opposto che solleva domande sulla complessità e la fragilità del nostro presente.


www.ursulapalla.ch